Alcune delle cose più interessanti nascono da un problema. La Transportable Edition 2.0 nasce da uno molto preciso: il kit Pimoroni Picade Console su cui si basava la versione precedente è stato discontinuato. Non si trova più. E invece di cercare un sostituto commerciale, abbiamo deciso di fare la cosa più difficile e più soddisfacente: ridisegnare tutto da zero.
Il punto di partenza: un vuoto da riempire
La Transportable Edition originale era una console portatile da retrogaming basata sul kit Pimoroni Picade Console: un prodotto eccellente, ben progettato, che permetteva di assemblare una piccola console arcade da viaggio con schermo integrato e controlli analogici. Quando Pimoroni ha smesso di produrlo, ci siamo trovati davanti a una scelta.
La prima opzione era la più semplice: trovare un kit simile sul mercato e adattare il progetto. La seconda era più ambiziosa: prendere le specifiche che ci piacevano del Picade Console, aggiungerci tutto quello che avremmo voluto cambiare, e costruire qualcosa di nostro. Abbiamo scelto la seconda.
Questo articolo racconta dove siamo arrivati finora — e perché alcune delle scelte tecniche che sembravano ovvie all'inizio si sono rivelate tutt'altro.
La filosofia: portatile ma vera
Il rischio principale quando si progetta una console portatile è di scendere a troppi compromessi in nome della compattezza. Schermo piccolo e piatto, controlli ridotti all'osso, ergonomia sacrificata. Abbiamo deciso fin dall'inizio che la Transportable Edition 2.0 doveva essere portatile, ma non a costo di sembrare un giocattolo.
Due principi guida hanno orientato ogni decisione di progetto.
Primo: lo schermo deve essere incastonato, non appoggiato. Su molte console portatili il monitor è visibile dall'esterno come elemento aggiunto. Noi volevamo che sembrasse parte integrante del pannello — una finestra aperta sul gioco, non uno schermo incollato sopra una scatola.
Secondo: niente cavi di corrente obbligatori. Una console portatile che richiede comunque una presa elettrica per funzionare è una contraddizione in termini. La 2.0 deve potersi accendere ovunque — in giardino, in viaggio, sul divano — senza dipendere da nulla di esterno. Per le sessioni sul televisore c'è anche un'uscita HDMI esterna: stessa console, schermo grande, perfetta per il multiplayer.
Le scelte tecniche: la logica che c'è dietro
Senza entrare nei dettagli che appartengono al manuale di costruzione — quello arriverà a suo tempo — possiamo raccontare la logica delle scelte principali.
Il cuore è un Raspberry Pi 4: la scelta più naturale per un progetto di questo tipo, con la potenza sufficiente per emulare tutto quello che vogliamo e un ecosistema software maturo. La gestione dei controlli, dell'audio amplificato e dell'alimentazione è affidata a componenti Pimoroni già collaudati su altri nostri progetti — una scelta di continuità che ci permette di contare su qualcosa che conosciamo bene.
La batteria è la parte forse più interessante: non un powerbank esterno collegato con un cavo, ma una soluzione che si integra fisicamente con il Raspberry Pi formando uno stack compatto. Alimenta la console, gestisce la carica, e permette un'accensione e uno spegnimento sicuro via software. Un dettaglio che fa tutta la differenza nell'uso quotidiano.
Il pannello superiore — quello con lo schermo e i controlli — è inclinato di 20 gradi. Non è una scelta estetica: è la posizione che rende più naturale guardare lo schermo e usare il joystick contemporaneamente su una superficie piana. Abbiamo valutato diverse angolazioni prima di fermarci su quella giusta.
Il cabinet: compensato di betulla, taglio laser
Il cabinet è in compensato di betulla — non MDF, non plastica. Lo stesso materiale usato nei cabinati originali degli anni '80 e nella nostra linea principale. È più difficile da lavorare della plastica iniettata e pesa più di un case in policarbonato, ma ha una solidità e una qualità tattile che non si ottengono altrimenti.
I pannelli vengono progettati in CAD e tagliati con taglio laser su misura. Ogni pezzo ha le sue tolleranze, i suoi fori, i suoi incastri. Il vantaggio del taglio laser su un progetto così compatto è che una differenza di mezzo millimetro può significare la differenza tra un pannello che si chiude perfettamente e uno che non si chiude affatto. Niente approssimazioni.
Dove siamo: prototipo in corso
Siamo attualmente nella fase di prototipo. Il primo esemplare viene costruito per testare gli ingombri e gli allineamenti interni prima di ottimizzare i materiali definitivi. È il modo più lento di procedere, ma anche il più sicuro — meglio scoprire i problemi sul prototipo che sulla versione finale.
Ridisegnare qualcosa da zero significa fare i conti con dettagli che un kit già assemblato risolve per te in modo trasparente. Dove passa il cavo audio? Come si accede alla scheda microSD senza smontare tutto? Come si gestisce il calore in uno spazio così compatto? Nessuna di queste domande è impossibile — ma ognuna richiede una risposta prima che il progetto diventi un prodotto. Ed è esattamente questo il lavoro che stiamo facendo adesso.
La cosa che non ci aspettavamo è quanto il processo di progettazione stia influenzando positivamente anche gli altri prodotti della nostra linea. Alcune soluzioni trovate per la 2.0 stanno già migrando nella documentazione tecnica delle console che già vendiamo — un effetto collaterale inaspettato e benvenuto.
Cosa viene dopo
Nei prossimi mesi porteremo qui sul blog — e sui nostri canali social — aggiornamenti regolari: foto del montaggio, prime accensioni, e qualche onesta descrizione degli imprevisti che inevitabilmente arriveranno. Perché raccontare solo i successi sarebbe noioso, e probabilmente poco utile a chiunque volesse fare qualcosa di simile.
La Transportable Edition 2.0 non è ancora disponibile per l'acquisto. Quando lo sarà, lo annunceremo qui e sui social con tutti i dettagli. Nel frattempo, se volete seguire il progetto in tempo reale, trovate gli aggiornamenti su Instagram.
Costruire qualcosa di nuovo partendo da zero è più lento che assemblare un kit. Ma è anche l'unico modo per arrivare esattamente dove si vuole arrivare.