Quando vedi una Pinball Edition per la prima volta, una delle prime domande è: perché ha due schermi? Il grande in basso e il piccolo in alto. La risposta porta direttamente al cuore di come funziona il virtual pinball — e al perché questa configurazione non è una scelta estetica, ma una replica precisa dell'anatomia di un flipper vero.
L'anatomia di un flipper originale
Per capire i due (o tre) schermi del virtual pinball, bisogna prima capire come era fatto un flipper meccanico vero degli anni '80 e '90.
Un flipper originale Williams o Bally era diviso in due sezioni fisiche distinte. In basso, il playfield: il piano inclinato di gioco, con la pallina metallica che rimbalzava tra bumper, ramp e target fisici. In alto, il backbox: la struttura verticale che sormontava il cabinet, contenente a sua volta due elementi separati — la grafica decorativa del tema (il backglass, una lastra di vetro serigrafato retroilluminata) e, nella parte inferiore del backbox, il pannello con i display del punteggio e i diffusori audio.
I display del punteggio hanno avuto due ere ben distinte. Fino a metà anni '80: display alfanumerici a 14 segmenti, simili ai classici display a "cifre" arancioni. Dal 1990 in poi: il Dot Matrix Display (DMD), uno schermo a matrice di punti 128×32 pixel capace di mostrare animazioni, testi e grafica semplice — rivoluzionario per l'epoca, iconico ancora oggi per chiunque abbia giocato ai grandi classici Williams come Addams Family, Indiana Jones o Medieval Madness.
Il virtual pinball riproduce questa anatomia in modo fedele, sostituendo le parti fisiche con schermi digitali.
Il Playfield: il cuore del gioco
Il playfield monitor è lo schermo principale, quello su cui si svolge il gioco. È orientato in verticale (portrait) e riproduce il piano di gioco del flipper originale — o di una sua interpretazione digitale — con grafica 2D o 3D ad alta risoluzione.
Sulla nostra Pinball Edition questo ruolo è affidato a un monitor da 24 pollici Full HD 1920×1080 IPS con trattamento antiriflesso, protetto da Plexiglass: la stessa logica del vetro che copre il playfield di un flipper originale, con il vantaggio di proteggere lo schermo da eventuali urti (i pulsanti flipper sul lato del cabinet vengono premuti con una certa energia, come chiunque abbia giocato sa bene).
Il playfield è lo schermo più "esigente" in termini tecnici: richiede bassa latenza (il ritardo tra il comando e la risposta visiva deve essere impercettibile), ampio angolo di visione (il giocatore lo guarda dall'alto, non frontalmente) e una buona resa cromatica per rendere giustizia alla grafica di tavole come Addams Family, The Machine o Theatre of Magic.
Il Backglass: l'identità visiva del flipper
Il backglass è lo schermo secondario, posizionato in alto nel backbox. Su un flipper fisico originale era letteralmente un pannello di vetro serigrafato, retroilluminato, con l'artwork del tema del gioco — il volto di Morticia Addams per l'Addams Family, la giungla per Indiana Jones, il castello per Medieval Madness.
Nel virtual pinball, questo schermo mostra l'artwork digitale corrispondente a ogni tavola selezionata. Quando cambi tavola, cambia anche il backglass — passando dall'immagine di un flipper all'altro, esattamente come se stessi guardando la macchina originale da sala giochi. È un elemento fondamentale per l'immersione: il backglass non è parte del gameplay attivo, ma dà al flipper la sua identità visiva, il suo "carattere".
Sulla Pinball Edition, il backglass è un monitor da 11,6 pollici LED LCD HD 1366×768, orientato in verticale. Le specifiche tecniche sono meno stringenti rispetto al playfield (il backglass mostra immagini prevalentemente statiche, senza richiesta di bassa latenza), ma la presenza stessa di questo schermo separato fa tutta la differenza estetica e immersiva rispetto a chi gioca a pinball su un semplice PC o su una TV.
Il DMD: il contatore che racconta il gioco
Il Dot Matrix Display è il terzo elemento del setup completo. Nei flipper originali era un pannello fisico a plasma o LED, con soli 128×32 pixel — ma quella bassa risoluzione era parte del fascino: le animazioni a pixel grandi, il testo stile arcade, il contatore che impazziva durante il multiball.
Nel virtual pinball, il DMD può essere gestito in tre modi diversi:
- Un pannello fisico dedicato (replica dell'originale, costoso ma autentico al massimo — tipico dei grandi cabinet da sala)
- Una piccola striscia LCD dedicata, montata sopra o sotto il backglass nel backbox (soluzione a tre schermi fisici)
- Una finestra software sovrapposta al monitor del backglass (soluzione a due schermi fisici)
Per un cabinet da scrivania come la Pinball Edition, avere un terzo schermo fisico dedicato sarebbe strutturalmente complesso e raramente necessario. La nostra soluzione adotta due schermi fisici (playfield + backglass), con il DMD gestito via software come elemento sovrapposto al monitor del backbox — con lo stesso risultato visivo per la grande maggioranza delle tavole. Il punteggio, le animazioni e le notifiche di gioco appaiono correttamente nella zona superiore, esattamente dove ti aspetteresti di trovarli su un flipper originale, senza la complessità di un terzo hardware da gestire.
Perché questi schermi cambiano tutto
Giocare a pinball su un monitor singolo — anche grande, anche 4K — è un'esperienza piana. Vedi il playfield davanti a te, ma manca la verticalità, la profondità, la sensazione di avere una macchina davanti.
Avere il playfield in basso e il backglass in alto riproduce esattamente la postura fisica con cui si giocava al flipper in sala: gli occhi che si spostano dal basso all'alto, la pallina che scorre sul piano mentre in cima la grafica del tema ti avvolge visivamente. Non è solo estetica — è la differenza tra "giocare a un videogioco" e "stare davanti a un flipper".
A questo si aggiunge il fatto che ogni tavola porta con sé il suo backglass specifico: quando selezioni Addams Family, il volto dei personaggi appare sullo schermo superiore. Quando passi a Medieval Madness, il castello prende il suo posto. Centinaia di identità visive diverse, una per ogni tavola installata — esattamente come aveva immaginato chi progettava quei flipper nel 1991.
Il setup della Pinball Edition
Ricapitolando la configurazione della nostra Pinball Edition:
- Monitor playfield: 24" HP IPS Full HD 1920×1080, antiriflesso, protetto da Plexiglass — il piano di gioco
- Monitor backglass/DMD: 11,6" LED LCD HD 1366×768 — il backbox con artwork e punteggio
- Software: Visual Pinball, PinballX (front-end) e Future Pinball preinstallati — le tavole vengono installate dall'utente
Il risultato è un flipper virtuale che si comporta, si guarda e — grazie all'audio surround con force feedback di cui abbiamo parlato in un altro articolo — si sente come una macchina vera. Non un videogioco su schermo. Un flipper da scrivania.